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Lettera aperta di Legambiente Brindisi: FUORI DAL BUIO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI

giovedì 23 gennaio 2020
Lettera aperta di Legambiente Brindisi: FUORI DAL BUIO DEI COMBUSTIBILI FOSSILIAll’On. Francesco BOCCIA
Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie
segreteriacapodipartimento.affariregionali@governo.it
Al Dott. Michele EMILIANO
Presidente della Regione Puglia
segreteria.presidente@regione.puglia.it
All’Ing. Riccardo ROSSI
Sindaco di Brindisi
riccardo.rossi@comune.brindisi.it

LETTERA APERTA: FUORI DAL BUIO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI

Abbiamo appreso dagli organi di informazione che sabato 25 gennaio presso il teatro Verdi è organizzata
una iniziativa dal titolo “Notte a Cerano”. C’è chi dice che è una passerella elettorale. Noi speriamo che possa
essere un appuntamento per chiarire in che modo Regione Puglia e Comune di Brindisi intendano costruire
l’uscita dalla combustione del carbone nella centrale termoelettrica Brindisi sud e più in generale dai
combustibili fossili: la strategia “carbon free”, infatti, comporta l’uscita degli impianti di combustione anche
dal metano.
Le recenti decisioni della Commissione europea e del Parlamento europeo prevedono lo stanziamento per
il “green new deal” di mille miliardi in dieci anni e nell’ambito delle priorità concernenti lo stanziamento dei
primi cento miliardi, in Italia si individuano gli impianti da dismettere in Sardegna ed appunto a Brindisi
accanto al siderurgico di Taranto.
Ipotizzare la costruzione di una nuova centrale termoelettrica alimentata a metano, nel mentre si chiudono
impianti similari per circa ventimila Megawatt, è la negazione del “green new deal” e trova motivazione per
l’Enel unicamente nell’accesso ai finanziamenti del “capacity market” che soltanto Italia e Polonia
incredibilmente indirizzano verso un combustibile fossile e non verso fonti rinnovabili ed efficientamento
energetico.
Brindisi merita ben altro e questo è il momento in cui Governo ed istituzioni locali devono dimostrare di
saperlo costruire.
Le Associazioni, con il contributo di tecnici e di scuole medie superiori brindisine hanno delineato un piano
di rigenerazione di Cerano e di tutta l’area che va fino alla zona industriale. Questo futuro, fondato su bonifica
e riqualificazione del territorio, sulla valorizzazione dei parchi e dell’agricoltura, su fonti rinnovabili e centri
di ricerca avanzati, offrirebbe molto più dei cinquanta posti di lavoro che l’impianto proposto dall’Enel
prospetta e garantirebbe l’accesso ai finanziamenti europei per un effettivo “green new deal”.
La città attende ristoro dei danni sanitari subiti in questi decenni e servizi sanitari in grado di dare risposte
alle malattie croniche rilevate dallo studio Forastiere come esiti degli anni di inquinamento atmosferico di
origine industriale e ai più recenti rilievi di eccessi di mortalità tra le donne per tumori della mammella e del
polmone. data per certa la fine dell’uso del carbone come combustibile, sarebbe necessario chiarire – dal
momento che di questo non si è mai finora discusso – come avverrà la rimozione del nastro trasportatore e
la bonifica dei terreni interessati.
Al Ministro Boccia, al Presidente della Regione Puglia Emiliano ed al Sindaco di Brindisi Rossi chiediamo di
fornire pubblicamente sabato risposte ed impegni chiari per chiudere la “storia sbagliata” del carbone a
Brindisi ed aprire un effettivo “green new deal”.
CTG – Centro Turistico Giovanile
Forum Ambiente Salute e Sviluppo
ISDE – Medici per l’Ambiente
Italia Nostra
Legambiente Brindisi
No al Carbone
WWF Brindisi
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